periscopeUltimamente tutti ne parlano, nel bene o nel male. Si chiama Periscope ed è un’app in grado di mandare in streaming qualsiasi evento, filmandolo direttamente dal proprio cellulare. Insomma, un modo di video in forma social, senza i (vecchi) costi telefonici ma soltanto con una connessione online.

Come funziona?

Lo si scarica su i-Phone o comunque su iOS e ci si logga con i dati di Twitter oppure con il proprio numero di telefono. Si abilitano camera e microfono e, dopo avere dato un nome al proprio stream, si parte con la diffusione del video in diretta. Alcuni video rimangono online per 24 ore.

È anche possibile interagire con l’autore del video, in modo social, come accade per Twitter (appunto) e Facebook.

Ma in concreto, a chi potrebbe servire?

Non solo per divertirsi o condividere un momento. Ma a giornalisti e autori di reportage e a tutti coloro che desiderano trasmettere in diretta un evento, anche breve.

I rischi

Un bell’articolo di Repubblica.it spiega come ci sia un’elevata possibilità di consumare traffico dati. Inoltre c’è il solito problema della privacy e la violazione del diritto d’autore, oltre a problemi di sicurezza.

Numeri in calo

A marzo 2015 Twitter ha acquistato l’app per 100 milioni di dollari. Potrebbe essere una nuova frontiera del mondo smart-social e della condivisione video. Si parla di una sfida a Youtube

Ma tirando le somme, il live streaming non è poi così gradito alle masse. Negli Usa, per esempio, Periscope non rientra tra le 100 app più scaricate con un calo di utilizzo e di interesse per l’app. Discorso analogo per l’applicazione concorrente chiamata Meerkat, che pare non faccia registrare numeri da capogiro, almeno per quanto riguarda i download.

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